Appunti di degustazione…

di Paolo RossiIMG-20170510-WA0023

Premessa : mi piacerebbe andare a tutte le manifestazioni che trattano di vino, una più interessante dell’altra, che “parlano e degustano segreti” ma impegni vari non me lo permettono. E qui subentrano gli amici e colleghi sommelier come Paolo Rossi che, gentilmente, mi ha fatto la cronaca della sua giornata mentre degustava  gli orange wine. Troppo bella per non condividerla!

Il 28 aprile scorso si è tenuto a Izola (Slovenia) il festival dedicato ai vini bianchi ottenuti da macerazione prolungata sulle bucce. Il mosto in fermentazione, rimanendo a lungo a contatto con le bucce, trae da esse tannini e, il colore caratteristico, da cui questi vini prendono il nome, arancione dorato, talvolta tendente all’ ambrato. Sono vini dalle percezione di profumi e sapori ampi e complessi , non di facile approccio.

La manifestazione si svolge nel pomeriggio, sono in ottima compagnia,  si decide per una sosta pranzo alla corte di una giovane chef appena insignita quale JRE (Jeunes Restaurateurs d’Europe).

Così a Rodik, alla Gostilna Mahorcic, Ksenija ci accoglie con i suoi piatti che utilizzano prevalentemente prodotti del distretto di Brkini che hanno proprio in Rodik il centro geografico.

Una cucina molto concreta con, a mio avviso, i dolci a fare da cavallo di battaglia e un’ottima proposta di vini  prevalentemente sloveni.

Per accompagnare il pranzo ci lasciamo consigliare un ottimo vino rosso sloveno di Danilo Mavric: bordolese a prevalenza di merlot, annata 2010, 13,5% affinato in barrique. Rosso rubino vivo, al naso  sono la mora e il lampone a farla da padrone,  una bella speziatura dolce. In bocca segue coerente la frutta, un tannino elegante con una buona acidità e intensità, lunga la persistenza.

A malincuore lasciamo Ksenija Kraisek Mahorcic e il panorama delle dolci colline dal verde intenso per giungere in mezz’ora in riva al mare.

Izola è una piccola cittadina affacciata sull’adriatico, con un piccolo centro di chiara impronta veneziana e un porto turistico molto frequentato.

La manifestazione si tiene a palazzo Manzioli e, parte, delle degustazioni si tengono nella piccola chiesa adiacente. Si…proprio in chiesa!!! otto produttori disposti a ferro di cavallo di fronte all’ altare…

Uno sguardo alla guida e, a colpo sicuro, andiamo subito al sodo a trovare un produttore punto di riferimento per i vini orange: Josko Rencel, uomo vero, genuino, di poche parole, ma parlano per lui i suoi vini: lieviti autoctoni, niente filtrazioni né chiarifiche, solfiti al minimo, a volte zero solfiti aggiunti, lunghe macerazioni, lunghi affinamenti in legno.

IMG-20170510-WA0017Sauvignon  2012: pochi giorni sulle bucce, due anni di barrique. Seducente e complesso: fiori appassiti, marmellata di frutta,sambuco, caramello e un finale balsamico.In bocca ti avvolge e rimane lungo.

Cuvee 2009: malvasia, chardonnay, sauvignon. Un mese di macerazione. Emergono note di nocciola tostata, canditi, caramella d’orzo, miele d’acacia. In bocca ritroviamo tutta la coerenza del naso, non tanto lungo, ma intenso e fresco. Senza solforosa aggiunta.

Zlate solzice 2003: malvasia passita. Note di miele, eteree di ceralacca e medicinale, una scia di ruggine. In bocca rimane complesso, denso, molto equilibrato con un’acidità  e una sapidità  a bilanciare la dolcezza senza pari. Lunghissimo.

Fuori  “gara” esce da sotto il tavolo un terrano passito 2003 da uve appassite un paio di mesi prima della vinificazione e quindi dieci anni in barrique. Naso fruttato di confettura di prugne che lascia poi spazio al tabacco, al cacao, una speziatura dolce. In bocca poi ritorna possente con un elegantissimo tannino.

Ronco Severo, colli orientali del friuli, merita una sosta, tra gli altri, per il pinot grigio 2014. Un mese di macerazione in tini troncoconici di rovere, nessun controllo della temperatura né uso di lieviti selezionati. Al naso mallo di noce, cognac. In bocca molto elegante e vorresti non finisse mai!

Rimaniamo in Italia e ci spostiamo in maremma. L’azienda Sassotondo, oltre ad essere stata premiata lo scorso anno da AIS con il tastevin per il ciliegiolo in purezza San Lorenzo produce due orange.

Numero sei:greco 50% sauvignon 50%. Il sauvignon viene fermentato in acciaio con breve macerazione a freddo, il greco viene fermentato in acciaio senza l’aggiunta di lieviti con prolungata macerazione. Affinamento in barrique per 24 mesi. Colore giallo dorato, consistente. Naso di fiori di zagara, pesca bianca matura, balsamico. Grande struttura e lunghezza.

Numero dieci: trebbiano di un colore giallo intenso, intenso anche nel bicchiere. Naso di mela macerata, sapido, bella struttura, mela che ritorna anche in bocca, persistente.

La giornata prosegue con incontri e degustazioni interessanti Aci Urbajs, Clai, Montanar, JNK…incontri con vere e proprie icone di questo mondo con i quali carta e penna rimangono nel taschino per godere appieno dei racconti di queste persone.

Un segno però ce lo lascia un Anfora 2012 di Paraschos nel collio italiano:una deliziosa malvasia istriana di un vigneto vecchio di 80 anni fermentata 12 mesiin anfore di terracotta con le bucce senza controllo della temperatura e senza inoculo di lieviti selezionati e affinata in anfora per altri sei mesi sui propri lieviti, quindi imbottigliata senza solforosa e senza filtrazioni.Naso di frutta candita, miele, accenni balsamici, una struttura fine ed elegante nonostante la spiccata acidità.

IMG-20170510-WA0020Ancora un bel ricordo con uno dei pionieri di questi vini: Slatnik 2015 di Radikon.

Slatnik in realtà è un vino nuovo per l’azienda, dopo la recente morte di Stanko, e rappresenta il percorso di Sasa, il figlio, e il suo approccio al collio.

Chardonnay 80%, friulano 20 % giallo oro intenso, al naso frutta, pesca e albicocca in primis, al palato è ampio e lungo con una buona sapidità, lievemente tannico e minerale.

La giornata si conclude a scambiarci opinioni con amici triestini, molto più esperti del sottoscritto davanti ad un bel piatto di cevapcici e una buona birra!!!

Devo tornarci !!

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