Latte : scatta l’obbligo di indicare in etichetta l’origine

Non è più possibile commercializzare le scorte di confezioni di latte, burro, formaggi e yogurt etichettate con il vecchio sistema.

E’ scaduto il 16 ottobre il termine di 180 giorni per smaltire le scorte di confezioni con il sistema di etichettatura precedente all’entrata in vigore dal decreto per l’ indicazione dell’origine in etichetta della materia prima per il latte e i prodotti lattieri caseari.

Bisogna verificare che in etichetta sia scritta l’ indicazione di origine del latte o del latte usato come ingrediente nei prodotti lattiero-caseari.

Questo obbligo si applica al latte vaccino, ovicaprino, bufalino e di altra origine animale e sarà riconoscibile in etichetta dalle seguenti diciture:

  1. “Paese di mungitura”: nome del Paese nel quale è stato munto il latte;
  2. “Paese di confezionamento e trasformazione”: nome del Paese nel quale il latte è stato condizionato o trasformato.

 

METODOLOGIA DI APPLICAZIONE

Qualora il latte o il latte usato come ingrediente nei prodotti lattiero-caseari sia stato munto, condizionato o trasformato, nello stesso Paese, l’indicazione di origine può essere assolta con l’utilizzo della seguente dicitura: “origine del latte”: nome del Paese.

Se le operazioni indicate avvengono nel territorio di più Paesi membri dell’Ue, per indicare il luogo in cui ciascuna singola operazione è stata effettuata, possono essere utilizzate le seguenti diciture:

“latte di Paesi Ue” per l’operazione di mungitura,

“latte condizionato o trasformato in Paesi Ue” per l’operazione di condizionamento o di trasformazione.

Se le operazioni avvengano nel territorio di piu’ Paesi situati al di fuori dell’Unione europea è obbligo indicare il luogo in cui ciascuna singola operazione è stata effettuata.

Es. “latte di Paesi non Ue” per l’operazione di mungitura, “latte condizionato o trasformato in Paesi non Ue”

Viene cosi garantita la sicurezza e la qualità dei prodotti europei.

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FONTE : terraevita.edagricole

 

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